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Le mie storie (68)

 
Post #1


Le mie storie (68)È passato quasi un mese dal mio compleanno e da quella nottata che con le due mie amiche alle quali l'ho raccontata, è stata oggetto di dibattito anche acceso: in quattro persone si definisce "ammucchiata" oppure no? Ci abbiamo riso e scherzato sopra ma non siamo arrivate ad una conclusione che soddisfa tutte. Detto questo ho ricominciato il lavoro, lo stress e anche una sorta di digiuno "sessuale" che ho interrotto un paio di volte lasciandomi andare al piacere solitario.Oggi però vi racconto di una serata con un vecchio amico di infanzia che spero potrà farvi sorridere. Circa una settimana fa mentre passeggiavo di ritorno dal lavoro, incontro un ragazzo, o meglio un mio coetaneo (ma lasciatemi pensare di essere ancora una ragazza), che abitava nel mio palazzo quando ero piccolina (fino ai 13 anni).Insieme a sua sorella e mio fratello, siamo cresciuti facendo le stesse scuole (lui è un anno più piccolo di me), ma "bussandoci" a vicenda il pomeriggio per passare il tempo, per giocare. Loro abitavano al terzo piano, noi al sesto. Avendo una differenza di età di circa quattro anni (sia io che lui) nei confronti dei nostri fratelli, giocavamo a fare le tende, a fare la famiglia, insomma giochi dei bambini. Non pensate a niente di malizioso, all'epoca la sottoscritta ed anche il suo amico erano assolutamente all'oscuro di ciò che sarebbe successo di lì a qualche anno con lo sviluppo. Per la verità, io lo ebbi proprio l'anno in cui cambiammo casa, quindi i ricordi relativi a quella casa e a quei momenti sono davvero innocenti. Se penso a quando lasciai il mio vecchio palazzo, mi vengono ancora le lacrime agli occhi. Per un anno intero non vidi più Fabrizio e sua sorella, anche se ogni tanto mia mamma si sentiva con la sua (che purtroppo era vedova). L'estate dopo vennero a fare le vacanze dove avevamo la casa; quando ci rivedemmo eravamo tutti e due completamente diversi. Io pur restando piccolina di statura, avevo messo su questo grosso seno che pur volendo non riuscivo a nascondere; lui invece aveva fatto allungare i capelli e, in piena pubertà, gli erano cresciuti degli orribili baffetti. Nonostante io avessi già avuto le mie prime esperienze, così come credo lui, tra di noi rimaneva quell'innocenza che ci aveva accompagnato durante l'infanzia. Soltanto un giorno, mentre eravamo a casa da soli, stava per s**ttare qualcosa, io gli stavo per fare un pompino (non chiedetemi come eravamo arrivati a quel punto perché sono cose di trent'anni fa), ma proprio quando stavo per tirarglielo fuori, sentimmo la porta di casa aprirsi e quindi non successe nulla.Quando mi sono sentita dire "Francesca!", Ho alzato gli occhi e dopo quei due o tre secondi di smarrimento, ho esclamato anche io "Fabrizio!" Ci siamo abbracciati e baciati affettuosamente, siamo subito andati a prendere un caffè al bar più vicino. Dopo Una chiacchierata di una decina di minuti lui doveva scappare perché era appena venuto a Napoli per lavoro e sarebbe andato via il giorno dopo, ma avevamo troppe cose da dirci così l'ho invitato a cena a casa mia.Tornando a casa, ho viaggiato indietro con la mente, la mia infanzia, i giochi, il vecchio palazzo e i tanti bambini che lo abitavano.La sera è arrivato con il gelato e non appena ci siamo seduti a tavola abbiamo cominciato il nostro ritorno al passato. Ci sono stati sorrisi ma anche momenti di commozione; poi lui mi ha parlato del suo trasferimento a Roma dove abita con la moglie e due figli. Naturalmente, come spesso succede, mi ha detto che nonostante siano una famiglia felice, lei dopo il secondo figlio si è lasciata andare ed è diventata insopportabile dal punto di vista caratteriale. Io di storie come la sua ne ho sentite tante, così mi sono dimostrata un'ottima ascoltatrice ed in più ho cercato anche di dargli qualche consiglio. Stessa cosa però, ha fatto lui quando io gli ho parlato delle mie delusioni amorose. Ed è proprio legandosi ad una di queste che quando ho nominato il posto dove andavamo in vacanza, lui, da buon maschietto, subito si è ricordato di ciò che non successe ed in quel momento siamo scoppiati a ridere fragorosamente. Poi si è seduto sul divano ed ha acceso la televisione mentre io toglievo la tavola. Dopo qualche minuto ha incominciato a chiamarmi per tenergli compagnia, ma io sono troppo precisa e se non metto tutto a posto non riesco a rilassarmi. Finalmente mi sono buttata letteralmente sul divano accanto a lui e non so perché in quel momento sono tornata indietro di trent'anni e ridendo gli ho detto "e se succedesse adesso?" Lui al momento non ha capito, tanto che io gli ho rifatto la domanda. Dopo qualche minuto, ha capito e con gli occhi spalancati mi ha candidamente detto "io non ho mai tradito mia moglie", ma io non avevo alcuna intenzione di fare sesso con lui, volevo solo regalargli quel pompino che non gli feci quell'estate, tanto che anche io raddrizzandomi sul divano gli ho specificato che volevo solo fare quello che non facemmo allora.Ci siamo guardati una decina di secondi e poi dopo avergli intimato di dirmi quando sarebbe stato lì lì per venire, gli ho aperto la cerniera dei pantaloni e gli ho scoperto il boxer. Il suo uccello era bello lungo e moscio, mi sono avvicinata, l'ho preso in mano e dopo essermi chinata su di lui ho cominciato a succhiarglielo. Piano piano lo sentivo indurirsi tra le mie labbra, poi mentre facevo su e giù, lui ha insinuato una mano nel vestito ed ha cominciato a palparmi un seno. Dopo un po' mi sono tirata su e l'ho visto bello duro e turgido, tanto che ho guardato Fabrizio e gli ho fatto i complimenti. Lui era già più che eccitato, così l'ho ripreso in bocca e piano piano ho cercato di andare in fondo, come piace a me. Il suo uccello ha cominciato ad essere umido, e lui con le mani sulla mia testa mi indicava il ritmo con il quale succhiarglielo. Poi ha steso il capo all'indietro ed ha cominciato ad ansimar, sempre di più fino a quando mi ha urlato che stava per venire. Allora mi sono sollevata e con la mano l'ho fatto letteralmente esplodere di felicità.Finalmente avevamo messo una pezza al destino. Dopo aver messo le tettone al loro posto, cioè dentro il vestito, sono andata a prendergli i fazzolettini per pulirsi. Lui era in evidente difficoltà, ma dopo essere andato in bagno, ne è uscito come nuovo. Ci siamo fatti altre quattro chiacchiere e poi mi ha salutato con un bacio sulla guancia.Naturalmente ci siamo scambiati i cellulari e mi ha invitato a casa sua a conoscere la famiglia.
01-09-2022, at 12:51 AM
Alýntý
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